come ottimizzare curriculum e portfolio

Come ottimizzare curriculum e portfolio

Pubblicato su 31 agosto, 2017 da Rachele Ravanini in Freelance

Quando si è alla ricerca di un lavoro, si sa, è buona cosa presentarsi al meglio; per questo la soluzione ottimale è preparare un curriculum che catturi l’attenzione e un portfolio chiaro ed esaustivo sulle proprie capacità.

Persino il Premio Nobel per la Letteratura Wisława Szymborska sapeva bene cosa significa scrivere un curriculum. Lo ha messo in versi in una bellissima poesia del 1998 dal titolo Scrivere un curriculum. Un verso di questa poesia recita:

A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.

E questa è a tutti gli effetti una delle regole più importanti da tenere bene a mente quando si scrive il proprio curriculum vitae. L’agenzia di career management americana The Ladder ha infatti recentemente condotto uno studio [qui la fonte] secondo cui i recruiter impiegano in media sei secondi per farsi un’idea sul candidato di cui stanno leggendo il curriculum. Significa che in soli sei secondi bisogna raccontarsi in modo da colpire l’attenzione dell’esaminatore. È dunque utile eliminare le informazioni superflue. L’indirizzo di residenza, ad esempio, non è un’informazione fondamentale e non serve nemmeno inserire tanti numeri di telefono: ne basta uno, quello a cui siete più facilmente rintracciabili. È utile anche non includere informazioni personali come lo stato civile e la religione, non è fondamentale e potrebbero portare a ingiuste discriminazioni. Che cosa bisogna scrivere allora nel curriculum? Secondo un sondaggio di qualche anno fa tra i datori di lavoro americani, l’Orange County Resume Survey, il 45% di essi è interessato alle precedenti esperienze lavorative. Il 35% a qualifiche e competenze, il 25% nota se il curriculum è facile da leggere, il 16% bada agli obiettivi raggiunti, il 14% invece a ortografia e grammatica, il 9% all’istruzione e un altro 9% al desiderio di successo. Occorre quindi essere concisi e soprattutto tenere sempre a mente lo scopo per cui stiamo inviando il curriculum e adattarlo di conseguenza all’obiettivo. La docente del dipartimento di giornalismo e new media dell’Università di Stanford Cyntia Haven fornisce un esempio di curriculum molto illustre da seguire per presentarsi a un possibile datore di lavoro. Si tratta nientemeno che di un giovane Leonardo da Vinci e della lettera che scrisse alla fine nel 1482 a Ludovico il Moro. All’epoca Ludovico, duca di Milano, era leader militare in un Italia sul punto di essere terra di conquista per Francia e Spagna, Leonardo, genio indiscusso, gli scrisse una lettera elencando puntualmente l’intero arsenale di guerra che sarebbe stato in grado di costruirgli, lasciando la menzione delle sue capacità di artista e architetto solamente nell’ultimo paragrafo. Questa palese scelta di insistere sulle tecnologie militari innovative è consapevolmente dettata dalle esigenze belliche del periodo.

Se non si hanno ancora le idee chiare su come costruire e scrivere il proprio curriculum vitae, può essere una buona idea consultare alcuni siti di supporto, come ad esempio Super Resume, che fornisce moltissimi modelli già pronti per essere compilati.

Parliamo ora del portfolio, che cos’è esattamente? Come si crea?

Un portfolio non è né più né meno che una raccolta dei propri lavori, organizzati in modo da mostrare in modo chiaro le competenze che avete maturato. Quando preparate il portfolio è indispensabile avere un’idea di chi lo vedrà e di conseguenza di chi vedrà i vostri lavori per adattare la presentazione all’obbiettivo.

Una scelta importante da compiere è decidere se creare un portfolio cartaceo o digitale, questa scelta è assolutamente personale ma è bene tenere presente alcuni punti: il portfolio cartaceo è sicuramente elegante, ma ha le sue limitazioni, la più importante delle quali è che non può essere aggiornato costantemente a meno di ristamparlo ogni volta, con conseguente spesa. Un altro problema è la quantità d’informazioni che si può inserire in un cartaceo: di certo non può diventare un libro! Non ultimo, la capacità di diffusione con un portfolio online è molto maggiore, è infatti possibile condividere i propri lavori tramite i social network per farsi conoscere e per avere ancora più risonanza. Ancora, per chi è ferrato nel campo informatico l’ideale è creare un proprio sito web in cui è possibile controllare le parole chiave più in voga e la frequenza di rimbalzo della pagina utilizzando gli strumenti di Google dedicati (Analitycs e Adwords), per ottimizzare la visibilità della propria pagina sui motori di ricerca. Qualsiasi sia la scelta che effettuate, la cosa fondamentale da tenere ben presente quando si costruisce il portfolio è lo stile, deve rispecchiare in toto l’autore.

Come si costruisce?

In prima istanza dovete scrivere la vostra presentazione per riuscire a catturare l’attenzione del visitatore ed invogliarlo a proseguire nella navigazione. Attenzione però, se la presentazione è troppo lunga o noiosa il potenziale cliente lascerà il sito ancor prima di visionare i lavori e le vostre competenze, se invece la presentazione risulta anonima o peggio, poco professionale, c’è il serio rischio di non venir presi sul serio anche se i lavori sono ottimi e le competenze sono proprio quelle richieste. La soluzione è quella di raccontarsi in poche righe: chi siete? Cosa fate? Cosa vi piace? In cosa siete bravi? Ma soprattutto: perché siete diversi dagli altri e il cliente deve scegliere proprio voi?

La scelta dei progetti e delle immagini da allegare è la parte più complessa, è inutile inserire senza criterio tutto quello che si è fatto, come si diceva prima l’ideale è scegliere quali mostrare a seconda di chi visionerà il vostro portfolio. Purtroppo non è si è mai i migliori giudici dei propri lavori, c’è sempre la tentazione di selezionare solo quelli preferiti oppure a volte si tende a considerare più la fatica e il tempo speso piuttosto che l’effettiva qualità. Una soluzione può essere quella di chiedere un parere ad un amico di cui vi fidate che vi aiuti così ad arrivare alla selezione ideale, che mostri effettivamente quello che sapete fare. L’ordine in cui disporre i lavori è a vostra discrezione, potete semplicemente mantenere un ordine cronologico o scegliere di raccontare una storia, ad esempio l’evoluzione delle vostre capacità, oppure seguire uno stato d’animo; l’importante è che la grafica di presentazione e lo stile adottato siano puliti e semplici, in modo da non distogliere l’attenzione dai lavori.

Qualche aiuto online

Anche se, come abbiamo detto, l’ideale è avere un proprio sito web, online potete trovare parecchi aiuti che hanno ognuno i loro lati positivi. Ne citiamo solo alcuni:

Behance è sicuramente l’alternativa migliore perché si tratta di un network che riunisce creativi, designer ed artisti e permette di postare i propri lavori e scoprire quelli degli altri. È praticamente un social network vero e proprio, potete visitare le pagine degli altri iscritti, mettere like e commentare i progetti che più vi hanno colpito e seguire i professionisti che più vi sono piaciuti.

Carbonmade e PortfolioBox sono anch’essi delle buone opzioni, tutti e tre danno la possibilità di creare un proprio portfolio personalizzabile quasi completamente.

Lookcast invece è esclusivamente dedicato ai professionisti del mondo della moda. Con questo portale c’è la possibilità di creare dei lookbook personalizzati e, abbonandosi, un piccolo e-commerce.


Rachele Ravanini è Content Producer e Graphic Designer di Stampaprint S.r.l., azienda leader in Italia nel settore della stampa online.
Ha studiato Economia dell’Arte e Storia dell’Arte orientale, ha collaborato con La Biennale di Venezia e diverse gallerie d’arte. Come grafica e designer freelance ha avuto collaborazioni con importanti aziende e associazioni. È una grande lettrice e nutre una grande passione per il cinema, l’arte e la fotografia.