google analytics brand e no brand

Le brand e no-brand keywords, performano in modi differenti, per questo motivo devono essere analizzate separatamente. Ci sono ancora molti account Analytics che utilizzano filtri o segmenti per differenziarli, ma da un paio d’anni Google ha reso disponibile una funzionalità che in maniera semplice ed immediata permette di dividere i due segmenti automaticamente in termini brand e no-brand.

Per definire quali parole chiave siano brand o meno, Google Analytics incrocia alcuni dati come: CTR, testo e nome del dominio. Tutto ciò che non soddisfa i criteri viene inserito nel gruppo generico.

Se stai ancora usando segmenti e filtri, è ora di mandarli in pensione e adottare questa nuova soluzione.

CPC all-inclusive e ricerca organica limitata

Prima di procedere con il set-up ricordo che questi gruppi di canali si applicano a tutte le ricerche a pagamento, quindi tutte le sorgenti di acquisizione contrassegnate come “CPC” verranno incluse.

Mentre per quanto riguarda la ricerca organica questa segmentazione è parzialmente applicabile. Google e Yahoo non condividono le parole chiave con gli strumenti di analisi, quindi è possibile impostare questo genere di segmentazione solo per Bing e per tutti quei motori di ricerca che “passano” i termini di ricerca agli strumenti d’analisi.

Impostazione semplice e rapida

Per prima cosa, bisogna accedere a Google Analytics, scegliere l’account alla quale aggiungere i nuovi gruppi e cliccare sulla voce “Amministrazione”.
La sesta voce della colonna di destra “Vista”, dovrebbe essere “Impostazioni canale”, cliccando scenderà un breve sotto menu. A noi interessa la seconda voce “Gestisci termini correlati al brand”.

google analytics termini correlati al brand

Gestione dei termini correlati al brand su Google Analytics

Nell’intuitiva schermata che ci troviamo davanti, dobbiamo inserire il brand, le sue varianti ed eventuali “sotto brand” che vogliamo accorpare. Una volta inclusi, basterà salvare le modifiche cliccando il pulsante salva in fondo alla pagina. 

Cosa da tenere a mente

  • Includere gli errori di battitura
  • Non preoccuparsi delle maiuscole
  • Non preoccuparsi degli eventuali plurali (es. Nikes è uguale a Nike)
  • Pazientare – la modifica non influenzerà i dati già raccolti, ma soli quelli futuri

Subito dopo aver salvato, Analytics avviserà dell’avvenuto inserimento dei termini brandizzati e se si desidera creare dei canali, ovviamente la risposta è sì.

Una volta accettato, verremo reindirizzati nelle impostazioni del raggruppamento per canale e saremo in grado di controllare i due nuovi gruppi ed eventualmente apportare qualche modifica. Come accennavo prima, a meno che non stiate facendo attività mirata su Bing o altri motori di ricerca che condividono le parole chiave con gli strumenti d’analisi, è pressoché inutile monitorare la ricerca organica brand e no-brand perché Google imposta su not set quasi tutte le ricerche.

Con un po’ di pazienza i report si popoleranno con questi due nuovi gruppi e sarete in grado di capire quanto incide il vostro brand sulle ricerche a pagamento.

google analytics e i termini correlati ai brand nei report

Visualizzazione dei due nuovi canali