Ci sono attività commerciali, grandi e piccine, che pubblicizzano i propri prodotti solo ed esclusivamente tramite i canali tradizionali. Per “canali tradizionali” intendo strumenti come: volantini, cartelloni pubblicitari, inserzioni pubblicitarie sui giornali e chi più ne ha più ne metta.

Ti è mai capitato di fare un colloquio con questo tipo di aziende? La maggior parte di esse hanno in comune, oltre l’astio verso il 2.0, la risposta che danno i responsabili marketing alla domanda: Le tue campagne sono efficaci? La risposta oscilla tra un vago “meh” ad un assoluto “boh”.

Per farla breve, che siano grandi o piccole, molte aziende italiane affezionate al metodo classico non monitorano le proprie campagne adv offline, in nessun modo. Nell’articolo di oggi darò qualche valido consiglio per tracciare, quasi sempre, con precisione i risultati delle campagne offline, sia che esse siano su fogli formato A5 o su cartelloni pubblicitari di dimensioni bibliche.

Premessa

La tipologia di azienda et imprenditore che prendo in considerazione in questo articolo, è colui che ha investito un esigua somma di denaro per fare un sito web, solo perché il concorrente ne aveva uno. Questo sarà un valido motivo per iniziare ad utilizzare il sito web come si deve.

Landing page specifiche

Se si ha tempo e denaro da investire, differenziare le landing page potrebbe essere la scelta vincente per monitorare con successo il traffico proveniente da una campagna pubblicitaria tradizionale.

Sii originale e non essere pigro. Crea due o più landing page differenti, sia lato copy, sia lato strutturale. Nelle pagine dedicate alle campagne offline, concentrati maggiormente sul prodotto o servizio che stai promuovendo e non essere troppo dispersivo.

Per visualizzare i risultati derivanti da questa strategia dovrai andare su Google Analytics e navigare attraverso le seguenti schede: Comportamento > Contenuti del sito > Pagine di destinazione. Una volta individuata l’URL della landing page dedicata sarà facilissimo capire l’effetto della tua campagna.

Se ti capita di passare per l’ufficio semplificazioni, eccoti qualche valido consiglio:

  • URL corto: se l’URL della landing page fosse troppo lungo, vorrei proprio vederti copiare l’indirizzo web dalla carta stampata al browser, sarebbe un pandemonio. Write Less, Do More. -Cit.
  • Aggiungi un noindex: ci sono casi in cui è meglio tenere lontani i motori di ricerca per evitare grattacapi, come ad esempio i contenuti duplicati con altre landing page. Puoi aggiungere il seguente meta tag nella head della tua landing page e tenere lontani i bot < meta name=“robots” content=”noindex” >
  • Aggiungi un numero di telefono: muovendoti attraverso i canali tradizionali è facile raggiungere persone meno esperte tecnologicamente. Aggiungere un numero di telefono, oltre al classico form, potrebbe essere una scelta vincente per generare ulteriori contatti.

Redirect

Non vuoi investire troppo denaro per una cosa simile? C’è una soluzione più spartana ed economica per tracciare le campagne adv offline. Sto parlando dei redirect.

Crea un sottodominio, una directory o una pagina vuota e fai un redirect alla pagina desiderata, da Analytics ti basterà guardare quanti utenti sono passati attraverso l’URL “vuoto”.

Per reindirizzare una pagina il processo è molto semplice e puoi farlo in svariati modi, qui di seguito ti indico i tre più comuni:

Piccola nota tecnica: il redirect in PHP, così come l’ho scritto, di default sarà un 302 (spostato temporaneamente) e non un 301 (spostato permanentemente).

Un altro metodo per effettuare redirect è quello tramite il file .htaccess:

Ci sono casi in cui il sito non è scritto in PHP o non è possibile modificare il file .htaccess. Per effettuare redirect puoi usare anche il buon vecchio HTML, con il seguente tag:

Per aumentare il ritardo di reindirizzamento, modificare l’attributo content, inserendo un nuovo valore in millisecondi.

Anche in questo caso l’ufficio semplificazioni ha qualche consiglio da darti:

  • URL di destinazione breve ed incisivo: se il cartellone pubblicitario è posto in superstrada, difficilmente l’automobilista avrà il tempo di leggerlo con calma.
  • Con la creazione di una directory o di un sottodominio non fare la pazzia di copiare per intero il sito principale, rischieresti di incorrere in pesanti penalizzazioni da parte di Google.

URL brevi e Google Analytics URL Builder

Non puoi fare a meno degli URL lunghi e complessi? Non c’è problema, puoi sempre utilizzare un abbreviatore di link, come Bit.ly o Goo.gl.

Faccio un esempio: la pagina di destinazione della tua campagna è una categoria di prodotti del tuo ecommerce raggiungibile dai motori di ricerca e dai social network. Estrapolare il dato relativo alla campagna offline sarà un’impresa ardua, ma anche no.

Lo strumento ideale, oltre all’abbreviatore di link, è Google Analytics URL Builder un tool molto facile da utilizzare che permette di inserire nel tuo URL dei valori facilmente consultabili su Google Analytics in seguito.

Mixare insieme Google Analytics URL Builder e un abbreviatore di URL è un’altra strategia efficace per monitorare le tue campagne offline.

Se riesci, sarebbe l’idea avere a propria disposizione un URL breve customizzato (es. amzn.com) così da rendere ancora più facile la lettura e la memorizzazione dell’URL.

Coupon

Nell’esempio precedente parlavo di ecommerce. Utilizzare dei coupon speciali, dedicai solo ed esclusivamente alle campagne pubblicitarie offline, non è il metodo più preciso, ma è comunque un buon metodo per tracciare gli utenti “provenienti dal mondo reale”.

La precisione nei dati potrebbe venire meno dal momento che il codice sul coupon sarà diramato online sui social network o su siti specializzati.

Traffico diretto ed annotazioni

Ci sono casi in cui non ci sono landing page, pagine interne specifiche o coupon da inserire al checkout.

Per esempio: hai scritto un articolo su un magazine che parla di arredamenti da giardino e nel bel mezzo dell’articolo inserisci il link al tuo sito web. Come lo tracci? Scrivendoti un’annotazione su Google Analytics il giorno stesso della pubblicazione. Dopo un mesetto confronti il traffico diretto del mese corrente con quelle precedente (quando hai pubblicato l’articolo). Ci sono variazioni sostanziali del traffico? Sì! Allora quel surplus di utenza, molto probabilmente, sono le persone che hanno letto il tuo articolo e sono andati direttamente sul tuo sito web. 

Annotazioni in Google Analytics

Come creare delle annotazioni in Google Analytics

Anche in questo caso è difficile stabile con precisione quanti di questi siano effettivamente coloro che hanno letto l’articolo, ma il margine d’errore potrebbe essere davvero minimo.

Insomma, questi sono i miei consigli per monitorare le campagne pubblicitarie offline. Tu hai altri metodi da consigliarmi? Fammelo sapere nei commenti.