metriche per google analytics

Quante volte ti è capitato di dover stilare un report per un cliente e di non sapere quali dati inserire? La scelta è sempre ardua e molte volte si inseriscono quantità enormi di dati che non servono a niente. C’è una buona notizia, in mezzo alle tonnellate di numeri, ci sono 6 metriche fondamentali per poter stilare un report sufficientemente completo da dare una visione generale del proprio business online.

Nell’articolo di oggi imparerai a riconoscere queste metriche, fornendo ai tuoi clienti dei report con i fiocchi.

1 – Nuovi visitatori unici

I nuovi visitatori unici è uno dei dati con cui hai subito a che fare non appena accedi al tuo account Analytics. I nuovi visitatori unici sono coloro che vengono a visitare il tuo sito web solo una volta nel periodo di tempo preso in esame.

visitatori unici

Come vengono identificati i nuovi visitatori?

I nuovi visitatori di un sito web vengono identificati grazie ai coockie.

Per capire al meglio il funzionamento dei cookie, ti basta immaginare il tuo sito web che applica un etichetta al browser del visitatore. Se l’utente per qualsiasi motivo ritornasse sul tuo sito (es. per leggere il tuo nuovo articolo) verrebbe riconosciuto da Google Analytics e non verrebbe più calcolato come visitatore unico, ma bensì di ritorno.

Un dato da prendere con le pinze

Il dato relativo al numero di visitatori unici è soggetto ad un errore che purtroppo non può essere previsto. Se per qualsiasi motivo l’utente che ha visitato il tuo sito cancella la cronologia del browser e, subito dopo, ritorna sul tuo sito, verrà calcolato come visitatore unico e non di ritorno. Il mio consigli è di prendere ed esaminare con estrema cautela questo dato.

2 – Bounce Rate / Frequenza di rimbalzo

Forse uno dei dati più odiosi di tutto il web. La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visite di una sola pagina dove l’utente atterra e abbandona senza interagire con essa.
Ricorda che il valore del bounce rate deve essere il più basso possibile.

Come aumentare il bounce rate

Ci sono tonnellate e tonnellate di articoli online che danno consigli su come diminuire il bounce rate, il mio consiglio è quello di sperimentare più soluzioni ed individuare quella che funziona meglio per il tuo sito. Ciò non mi vieta, comunque, di poterti dire quali sono alcuni dei fattori che fanno aumentare vertiginosamente la percentuale di bounce rate, eccone alcuni:

  • Video con l’autoplay
  • Musica in sottofondo
  • Mancanza di link interni
  • Pagina troppo dispersiva
  • Lentezza nel caricamento

Detto ciò elabora una prima strategia basandoti sulle cause scatenanti e vedrai che quella dannatissima percentuale si abbasserà.

Consiglio Bonus:

Molti siti web, più o meno famosi, per fronteggiare l’aumento del bounce rate, hanno optato per la paginazione degli articoli, abbassando di conseguenza la percentuale tanto odiata.

3 – Conversion Rate Visitatori / Lead

Nella settimana centrale del periodo che stai analizzando è stato reso disponibile un ebook gratuito. Vuoi sapere quanti anonimi visitatori hanno assunto un’identità concreta, lasciando i propri dati nel form obbligatorio per scaricare l’ebook.
Questo non è un dato che Analytics fornisce in automatico. Bisogna configurare degli obiettivi.

Se non hai mai creato un obiettivo, potrei farti aspettare il prossimo appuntamento con Analytics 101 oppure mandarti alla documentazione ufficiale di google in merito.
Ti ricordo che gli obiettivi sono limitati a 20 per vista, se vuoi avere un dato un pochino più grezzo, ma comunque rilevante puoi implementare gli eventi (ne parlavo in questo articolo).

4 – Conversion Rate Lead / Clienti

Quanti degli utenti registrati all’ecommerce del tuo cliente hanno effettivamente acquistato qualcosa? Ci sono tre alternative:

  1. usi gli eventi (sconsigliato)
  2. usi gli obiettivi (puoi farlo, ma sconsigliato)
  3. attivi il monitoraggio ecommerce (consigliato)

Con lo snippet speciale per il tuo ecommerce puoi monitorare un sacco di cose utili e migliorare il tuo negozio virtuale, come ad esempio:

  • Prodotti: quanti prodotti sono stati acquistati, le quantità e quanti soldini hai guadagnato da questi prodotti
  • Transazioni: informazioni su entrate, spedizioni, quantità per ogni acquisto, imposte
  • Tempo all’acquisto: il tempo che l’utente ha impiegato ad effettuare la transazione.

Insomma, una gran figata che ti porterà un passo più vicino alla gloria!

5 – Costo per Cliente

Il costo per cliente è un dato fondamentale per:

  • Giustificare i profitti delle attività di marketing
  • Avere dei dati precisi da mandare al cliente o al supremo (ndr Il Capo)
  • Capire su quali canali investire maggiormente in futuro

Ma effettivamente come calcolo il valore di ogni lead? Con gli obiettivi.
Ti basterà creare un obiettivo ad hoc e assegnargli un valore monetario in sonanti dollari americani.

Libero sfogo alla matematica

Ovviamente il costo per cliente non si ottiene solo con gli obiettivi, devi calcolarlo e per farlo usa la seguente formula:

(‘Valore medio delle lead’ X ‘rateo di lead chiuse’) = Costo Per Cliente/Costo Per Lead

Facciamo un esempio concreto:
Costo per lead medio di 1000€ e rateo di lead chiuse del 10%, il costo per lead sarà

1000€ x 0.1 = 100€

Insomma, hai visto quanta bella roba? E tutta in un unico posto, Google Analytics. Dubbi domande? Usa i commenti qui sotto e che la forza sia con te mio giovane Padawan.

Foto by Vicky Brock – Attribution-ShareAlike 2.0 Generic