Ecommerce di successo

Ieri sera stavo dando un’occhiata ai documenti che avevo caricato su dropbox qualche giorno prima per leggerli in seguito via tablet su treni, autobus e qualsiasi altro mezzo che non mi coinvolga direttamente nel suo moto, inoltre mi ero completamente dimenticato che fosse giovedì e che dovevo preparare l’articolo per la guida di Adwords (l’appuntamento è slittato di una settimana, mi dispiace 🙁 ).

Tra i vari documenti mi è capitato sott’occhio una presentazione abbastanza completa relativa alla situazione del commercio elettronico in Europa e della richiesta, in continuo aumento, del Made In Italy in tutto il mondo. Dopo 200+ pagine di pdf l’unica domanda che sono riuscito a pormi è stata:

Cosa stiamo aspettando ad incentivare il commercio elettronico?

Il mondo ci vuole, come ci ha sempre voluto negli anni precedenti, ma ora che il commercio sta subendo grossi cambiamenti, dove realtà come Amazon stanno letteralmente rivoluzionando il concetto di vendere, noi non ci siamo, o meglio, siamo pronti a metà, come in tante altre cose…

Nei paragrafi a seguire snocciolerò i dati che poi ho riportato nella bellissimissima infografica (modestia a parte) che trovi in fondo all’articolo.

Quanti siamo in Europa?

In Europa vivono poco più di 800 milioni di persone, 818 per la precisione. 565 di esse hanno una connessione ad Internet, poi sulla decenza della connessione questo è tutto un altro discorso. Infine, 231 milioni di questi amabili internauti acquistano regolarmente online (e-shopper).

La triade dell’e-commerce europeo

L’e-commerce Europeo ha un valore complessivo che supera i 400 miliardi di euro. Inghilterra, Germania e Francia costituiscono il 60% del valore totale. Non da meno è la percentuale di penetrazione del commercio elettronico (UK 22%, DE FR 10%) che supera la media europea in tutti e tre i casi. L’Italia è parecchio indietro con un valore complessivo di 14 miliardi e un tasso di penetrazione del 3,4% molto al di sotto della media europea (circa il 9%).

Il mobile è il nostro punto forte

Chi ha detto che siamo sempre il peggio paese? Sul mobile superiamo tranquillamente la media con un bel 68% rispetto agli altri 28 paesi europei che hanno una media del 61%.

Il Made In Italy

Tra il 2009 e il 2013 le ricerche relative al “Made In Italy” sono aumentate in tutto il mondo.

L’est Europa, l’Asia e il Sud America sono i punti in cui si registrano incrementi notevoli delle ricerche:

  • Russia +38%
  • Giappone +33%
  • India +57%
  • Brasile +22%

Dati importanti arrivano dai dispositivi mobili, dove si registra un Giappone che effettua il 73% delle ricerche sul made in italy in mobilità, con un aumento del 113% nel periodo preso in analisi.

I settori nella quale gli e-commerce italiani sono più presenti sono:

  • moda
  • automobili
  • viaggi
  • cibo
  • arredamenti

Recentemente sono in aumento anche gli ecommerce dedicati al benessere e alla salute della persona.

Cosa ne penso in breve

La troppo complicata burocrazia e le false aspettative di chi crede che basti mettere un sito online per navigare nei milioni, i quali alimentano il timore di altri commercianti che vorrebbero investire in un nuovo canale di vendita, rallentano notevolmente lo sviluppo del commercio elettronico nel nostro paese.

L’Italia, o meglio, il Made In Italy è l’ospite d’onore di una festa dove è in ritardo.

L’impegno da parte dei professionisti di settore sarà quello di sfatare i falsi miti e non fomentare quelle leggende per cui basta avere un e-commerce per macinare milioni di euro e fatturare come un dannato.

La parola a te…cosa ne pensi?

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