google adwords

Ci siamo, dopo settimane di lavoro e fatica, complice il caldo infernale, è arrivato il momento di concludere questa guida con l’ultimo frizzante capitolo. Metteremo in campo tutte le conoscenze apprese fino ad ora per impostare una campagna vincente su Google AdWords e promuovere online i prodotti che desideri vendere.

Per arrivare a questo step finale, ho affronto, nell’arco di 6 settimane, gli argomenti chiave per definire una campagna AdWords efficace. Se stai leggendo per la prima volta questa guida, ti lascio qui sotto i precedenti capitoli:

  1. Pianificazione di una campagna AdWords
  2. Ricerca delle parole chiave
  3. Creare un offerta
  4. Ideare un annuncio
  5. La landing page di cui hai bisogno
  6. Tracciare i risultati ed incrementare il ROI
  7. Impostare la campagna

L’importanza di scegliere la giusta tipologia di campagna

Tenendo in considerazione la tipologia di campagna, devi scegliere con cura la rete su cui appoggiarti. Adwords in linea di massima ha tre tipologie di reti:

  • Ricerca
  • Display
  • Ricerca con selezione display

Di seguito riporterò qualche esempio chiarificatore per capire al meglio come scegliere la rete sulla quale far girare la tua campagna.

Il cliente ha organizzato un concerto gratuito in centro a Milano e vuole promuoverlo tramite Google Adwords. Cosa fai?

Il tuo intento non è quello di vendere, ma di informare l’utenza che c’è un concerto gratuito in centro a Milano. Quindi, la scelta può ricadere tranquillamente sulla rete display. I tuoi annunci, grafici e testuali, appariranno nei siti iscritti a Google Adsense che hanno installato correttamente l’apposito codice.

Stesso discorso vale per tutte quelle campagne che non hanno scopi di vendita, ma hanno come obiettivo un po’ di sano brand awareness.

Il secondo esempio è:

Il cliente deve promuovere il proprio e-commerce, in particolare l’ultimo super prodotto che ha messo a disposizione degli internauti. Cosa fai?

Qui il discorso è diverso. L’intento è quello di vendere e la rete con un traffico più propenso all’acquisto è la rete di ricerca. Creare gruppi di annunci con parole chiave inerenti e non troppo generiche, possono portare a conversioni davvero soddisfacenti.

In questo caso in particolare, si può anche pensare di creare una campagna utilizzando entrambe le reti e creare annunci grafici per la rete display per promuovere l’e-commerce sui siti di settore e creare annunci testuali per la rete di ricerca per promuovere i singoli prodotti.

Nei paragrafi a seguire spiegherò come impostare una campagna sulla sola rete di ricerca.

Targettizzare il traffico

Le tue campagne sulla rete di ricerca possono essere targettizzate in quattro modi:

  1. Targeting per keyword: utilizza le parole o le frasi che meglio descrivono il tuo prodotto o servizio, così che l’utente, effettuando una ricerca con tali termini, possa vedere il tuo strepitoso annuncio. Una lista di parole chiave con un elevata rilevanza incrementerà le tue chances di intercettare utenti più interessati.
  2. Targeting per lingua e località: ci sono dei novizi che impostano a priori la località su “Italia”, niente di più sbagliato. Prendi ad esempio una palestra a Roma, se devi promuovere online gli abbonamenti 2015 non imposterai come località l’Italia, ti pare che scendo da Milano per fare 15 minuti di tapis roulant? Limita il tuo pubblico alla sola zona che ti interessa e non trascurare la lingua.
  3. Targeting per dispositivo: mostra il tuo annuncio alle persone giuste e attraverso tutti i device. Se promuovi un ristorante, forse un annuncio per dispositivi mobili di sola chiamata per prenotare il proprio tavolo è più indicato rispetto ad un solo annuncio per desktop.
  4. Targeting per pubblico: mostra il tuo annuncio a tutti coloro che precedentemente hanno visitato il tuo sito utilizzando gli elenchi per il remarketing di AdWords per gli annunci della rete di ricerca o RLSA in inglese.

Promuovi un prodotto per campagna

Non fare il tremendo errore di promuovere diecimila cose insieme. Focalizzati su una categoria di prodotti e vacci giù pesante.

Se stai promuovendo degli orologi da polso, non usare la stessa campagna per promuovere fasce per capelli. Separa le due campagne e se il cliente non destina due budget differenti, condividilo.

Limita le parole chiave per gruppo di annunci

La parola d’ordine è NON ESAGERARE! Limitati ad utilizzare 50 parole chiave per gruppo di annunci. Non fare come un mio vecchio cliente che aveva inserito 237 parole chiave tra le quali c’era qualche frase di dieci parole, robe da matti. Scegli dall’elenco delle parole chiave quelle più remunerative e che sicuramente ti porteranno qualche risultato. Evita le parole chiave troppo tecniche. Nessuno ti cerca con i tecnicismi a meno che non sia un tuo concorrente.

Test, test, test e ancora test

Hai mai sentito parlare di split test o A/B test? Te lo spiego al volo. Gli split test sono delle prove dove, nel nostro caso, scrivi due o tre varianti dello stesso annuncio (invertendo le righe, cambiando qualche termine, ecc.) e li testi. Osserva i risultati e domandati:

  • Quale converte di più?
  • C’è modo di migliorare ulteriormente i risultati ottenuti?
  • Quali sono i fattori che portano questo annuncio a convertire di più? Posso replicarlo su altri annunci?

Devi vestire i panni di uno scienziato che conduce esperimenti e che tira le proprie conclusioni formulando ipotesi.

Una volta che avrai risposto a queste domande, il passo successivo è molto semplice, disattiva l’annuncio che non ha ottenuto risultati soddisfacenti e dai più spazio a quello che invece ti ha dato grandi soddisfazioni.

Non dimenticare le keyword negative

Le keyword negative le avevo già trattate nel secondo capitolo della guida. Sono quelle parole chiave che non ti servono o che per qualche grattacapo linguistico, se accostate al tuo prodotto, hanno un connotato negativo. Prendi come esempio la seguente situazione:

Devi promuovere un libro che parla della storia di Maria (la madre di Cristo).

In Italia “Maria” è disambiguo, perché potrebbe indicare una persona completamente diversa (Maria De Filippi) oppure potresti erroneamente sponsorizzare un libro sulla storia della Marijuana.

Ovviamente non tutte le parole chiave negative sono negative, ce ne sono alcune che anche se non c’entrano assolutamente niente con quello che stai vendendo, possono tornare utili. Per un cliente che vendeva voli in elicottero ho sfruttato la parole chiave “simulatori di volo” e le sue varianti per creare annunci che intercettassero un pubblico completamente differente per portarli a fare un’esperienza più realistica. I risultati sono stati soddisfacenti.

Il budget

Qui è sempre bordello. Se hai condotto un’analisi delle parole chiave come ti ho spiegato nel secondo capitolo avrai già i dati da inserire all’interno del budget giornaliero. Non partire con valori che ti sei calcolato per conto tuo, analizza la situazione e fai due calcoli con gli strumenti di Google e, almeno all’inizio, dai retta ai consigli di Google Keyword Planner.

Se hai calcolato il budget mensile e non sai quanto destinare giornalmente alla tua campagna dividi la somma per 30.5 (media dei giorni in un mese in un anno).

Utilizza le estensioni

Trasforma il tuo annuncio testuale in qualcosa di più accattivante con le estensioni. Google Adwords permette di estendere il tuo annuncio testuale in quattro maniere differenti:

  1. Numero di telefono: permetti agli utenti in mobilità di chiamare l’attività del tuo cliente direttamente dall’annuncio senza per forza di cose cliccare sul titolo e cercare la medesima informazione all’interno della landing page.
  2. Indirizzo: gli utenti in mobilità cercano sempre più spesso posti dove pranzare all’ultimo minuto, sarebbe fantastico fargli sapere che sei dietro l’angolo.
  3. Profilo Google Plus: promuovi la tua pagina o profilo di Google Plus
  4. Sitelinks: se stai promuovendo il tuo e-commerce inserisci altri link sotto il tuo annuncio, magari alle categorie più remunerative dello shop.

Fasce orarie

Non devi per forza di cose pubblicare il tuo annuncio 24 ore su 24. Se hai un ristorante, prima o poi chiuderai, che senso avrebbe far vedere ad un viandante con il verme solitario che il tuo locale si trova a pochi metri di distanza se poi sei chiuso?

Se sei un veterinario che fa pronto soccorso anche la notte, forse è meglio fare due tipologie di campagne, una diurna ed una notturna pubblicando in fasce orarie differenti con annunci differenti.

In base alla tipologia di business da promuovere è importante scegliere gli orari giusti. Un imprenditore difficilmente cercherà il tuo rivoluzionario CRM in tarda serata o durante il week end.

Conclusioni

Eccoci qui, la guida è ufficialmente finita. Cosa ne dici? Hai dubbi o domande? Chiedimi pure, sono tutto orecchie.