titolo del giornale

Quando ti accingi a scrivere degli articoli, l’ostacolo più grande che incontrerai, la maggior parte delle volte, saranno i titoli.
Il titolo è l’impatto visivo che il lettore ha nella prima pagina quando il tuo post viene condiviso sui social network, quindi  si presenterà come biglietto da visita del contenuto del tuo articolo.

Ci sono due scuole di pensiero che spiegano come impostare i titoli seguendo delle regole basilari e di seguito verranno appunto trattate le differenze tra le due.

Titoli brevi ed inerenti o titoli lunghi e slegati dal contesto?

Come si può capire dal titolo del paragrafo, le due scuole hanno due pensieri completamente diverse, ma l’adozione di un metodo rispetto all’altro è dovuta anche al risultato che si sta cercando, quindi non bisogna essere per forza fedeli solo ed esclusivamente ad una delle due filosofie, si può benissimo essere bipartisan senza per forza essere giudicati degli eretici.

Come scrivevo qualche righe più in su, l’adozione di un metodo rispetto all’altro è dettato dalla necessità, ad esempio un titolo breve e conciso è per un notizia o per un post “regolare”, secondo Jakob Nielsen un titolo breve deve avere le seguenti caratteristiche:

  • corto, 5 parole o meno se possibile;
  • ricco di informazioni;
  • inizia con una keyword;
  • comprensibile anche fuori dal contesto;
  • rispetta le aspettative del lettore.

scrivere titoli seo e user friendlyQuesti sono titoli che tipicamente vediamo in tutti i blog, l’arte di scrivere un titolo seguendo i consigli di Nielsen è riassumere un intero articolo in 5 parole o meno, suscitando l’interesse del lettore.

Se vuoi vedere un esempio più chiaro di titoli chiari e concisi puoi visitare il sito della BBC, che, a detta di Nielsen, è il migliore, sotto questo punto di vita.

Dall’altra parte della scacchiera abbiamo invece uno schieramento un po’ hippie, perché non segue gli schemi convenzionali, ma consiglia tutto il contrario rispetto ai consigli di Nielsen, infatti questa tipologia di titoli è caratterizzata da:

  • lunghezza, alcune volte sono talmente lunghi da essere incoerenti;
  • ricchi di emozioni;
  • scarsa presenza di keyword, a volte quasi nulla;
  • tipicamente fuori dal contesto;
  • fattori di shock ed emozioni sempre presenti;

Se, ad esempio, si vuole creare un post virale a volte bisogna andare completamente fuori dagli schemi e saper comunicare emozioni, come un regista fa dietro la cinepresa. Se il tuo intento è proprio quello di comunicare emozioni il titolo fuori dagli schemi, fa al caso tuo.

L’obiettivo di chi scrive è quello di incuriosire

Per quanto Nielsen, dal canto suo, possa avere ragione, sia i titoli corti che i titoli hippie al giorno d’oggi devono essere rimpiazzati da titoli SEO e User friendly e non più essere separati, devono essere capaci di comunicare emozioni in 5 parole o più, con una sana dose di keywords al suo interno, che incuriosiscano l’utente a tal punto da aprire l’articolo e leggerselo fino alla fine, insomma raccontare una piccola storia in una o due righe.

Stai dicendo che i titoli centrati sulla SEO sono morti?

Ni, esisteranno sempre, ma non come li conosci ora, il mantra del 2013 è stato “content is king” nel 2015 sarà “story is king”, in questo momento ci troviamo in un anno di transizione tra due tipologie di contenuto completamente differenti.

Inoltre con la diffusione sempre più massiccia della ricerca semantica sarà solo un bene scrivere titoli più vari, lasciando perdere titoli preconfezionati, glaciali, privi di ogni emozione.

Conclusioni

Tu cosa pensi? Impiegherai questa nuova tipologia di titoli nel tuo sito e in quello dei tuoi clienti? Fammelo sapere nei commenti qui sotto.