ABC SEO

Influenzato e in attesa di un notaio che scriva le mie ultime volontà, inganno il tempo scrivendo un nuovo post sulla SEO. L’audience a cui è rivolto questo articolo non è composta dagli esperti del settore, ma da coloro che stanno muovendo i primi passi nel complesso mondo dell’ottimizzazione per motori di ricerca.

L’ABC è l’equipaggiamento di base necessario per potersi muovere in una vasta disciplina (o arte, come mi piace definirla) come la SEO.
In questo primo “volume” (ne seguiranno altri ndr) troverai i termini più frequenti con cui avrai a che fare, i quali inizieranno ad avere un significato meno alieno e più umano.

Keywords o Parole Chiave

Iniziamo con un grande classico, le parole chiave. Come si evince dalla parola stessa, le keywords sono quelle parole che l’utente usa per cercare una determinata cosa su un motore di ricerca.

Una delle attività di base di una strategia SEO fatta bene è la ricerca delle keyword sulle quali ti concentrerai per far posizionare il tuo sito web.

Uno dei miei consigli, quando fai la keyword research è di utilizzare meno termini generici possibili. Non sperare di ottenere grandi risultati usando termini generici che generano milioni di milioni di risultati, ma punta a parole chiave più raffinate, che portino un traffico più in linea con il tuo business.

In linea di massima, le parole chiave devono essere descrittive e rilevanti al proprio sito, altrimenti si rischia di posizionarlo su SERP troppo generiche che non portano il genere di traffico sperato.

Sitemap

La sitemap o mappa del sito può essere una pagina web che elenca gerarchicamente le pagine di un sito web, facilitando e velocizzando la navigazione dell’utente. Oppure, può essere un file xml che utilizza l’omonimo linguaggio per raggruppare informazioni relative alle pagine web di un sito internet (priorità di aggiornamento, indirizzo della pagina, ultimo aggiornamento, ecc.) da dare in pasto ai motori di ricerca (Google, Bing e Yahoo!).

Avere una sitemap sul proprio sito, facilita la navigazione ai bot dei vari motore di ricerca e favorisce una corretta indicizzazione.

Robots.txt

Il tuo sito ha una piattaforma destinata ad uso interno che gira sui più comuni web browser? Non desideri che il pannello d’accesso venga indicizzato da motori di ricerca, giusto? Per evitare questo genere di problemi viene in tuo soccorso un file di testo, chiamato robots. Esso contiene delle regole da impartire al crawler di un motore di ricerca al momento del suo passaggio, come ad esempio negare l’accesso ad una determinata cartella oppure consentire l’accesso ad una sotto cartella di una cartella con accesso negato (sembra uno sciogli lingua).

HTML

Se il codice con la quale il tuo sito web è stato realizzato non è conforme alle regole più basilari della SEO, allora son dolori.
Le keyword devono essere inserite all’interno del codice HTML in appositi tag (title, h1, b, i, ecc. ecc.).

Qui di seguito, trovi le terminologie base che legano HTML e SEO.

URLs

Uniform Reseource Locator, meglio conosciuto con l’acronimo di URL è l’indirizzo di una pagina web.

Una corretta formattazione dell’URL aumenta le chance di ottenere un posizionamento migliore sui motori di ricerca.
Di seguito riporto due esempi di formattazione dell’URL:

  • Corretto: website.it/casa-e-giardinaggio/set-da-giardinaggio
  • Sbagliato: website.it/xyz/k9894.htm

L’URL e la sua struttura verranno visualizzati sulla SERP dei motori di ricerca (in verde se si usa Google)

<meta>

I meta tags, sono uno speciale tag utilizzabile in HTML per aggiungere informazioni alla pagina web nella quale sono inseriti.

Il metadato più famoso a livello SEO è description, il quale contiene una descrizione del contenuto della pagina. Il testo di questo meta tag verrà visualizzato dall’utente sulla SERP dei motori di ricerca (nella parte scritta in grigio se usi Google).

La lunghezza consigliata da rispettare per visualizzare l’intera descrizione della pagina è tra i 150 e i 160 caratteri.

Inoltre, da settembre 2009 la meta description, come il meta keywords non sono più considerati fattori di ranking su Google. Ciò non toglie che per aumentare il CTR del proprio risultato di ricerca una buona description è lo strumento ottimale per raggiungere l’obiettivo.

<h1>

Il tag di heading più importante. H1 deve essere uno e uno solo soltanto per ogni pagina. Esso è il titolo con l’importanza maggiore, seguono i sottotitoli h2, h3 e così via fino ad h6.

Seguire una gerarchia nella distribuzione dei titoli è importante per ottenere dei risultati migliori a livello di posizionamento.

<img>

Le immagini sono fondamentali affinché qualcuno si ricordi del tuo messaggio. Google però non interpreta le immagini, dobbiamo quindi dargli una mano in due maniere differenti:

  1. Assegnare all’immagine da utilizzare un nome che riprenda la keyword principale del testo (set-da-giardinaggio.jpg)
  2. Inserire all’interno dell’attributo alt dell’immagine la keyword principale o un testo descrittivo che in ogni caso deve contenere la parola chiave principale. (alt=”set da giardinaggio”)

Con questi due semplici accorgimenti, non solo ne giova il contenuto testuale, ma avremo delle ottime chance per posizionare efficacemente la nostra immagine sulla SERP dedicata alle immagini (es. Google Image).

404

Penso sia l’errore più famoso sul web. Tutti dai più nabbi ai più esperti sanno che cos’è l’errore 404 (Pagina non trovata). Questo errore può influenzare drammaticamente il tuo posizionamento.

Se per caso hai delle pagine in 404, dovrai intervenire facendo un redirect della pagina sbagliata su quella corretta in modo tale da evitare grosse penalizzazioni da parte del motore di ricerca.

Links

Collegamenti ipertestuali, link, hyperlink, chiamali come vuoi rimangono sempre un collegamento tra una risorsa e l’altra.

Ci sono due tipi di link nella SEO:

  • link interni
  • link esterni

I link interni portano ad un’altra pagina del tuo sito, mentre i link esterni riportano a risorse esterne, come ad esempio pagine di approfondimento, risorse da scaricare, ecc..

Un attributo interessante dei link è il title che permette di dare indicazioni non solo all’utente sulla pagina di destinazione, ma anche al crawler del motore di ricerca che in quel momento sta facendo la scansione.

Fare del networking linkando siti dello stesso medesimo settore influisce positivamente sul ranking del proprio sito. Ricorda, non conta la quantità, ma la qualità dei link.

rel=”nofollow”

Se inserisci un link ad un sito web che non appartiene al tuo settore è consigliato utilizzare l’attributo del tag <a></a> rel=”nofollow” (es. link di spam nei commenti). L’attributo da istruzione al bot di non seguire quel link e di non dargli alcun valore aggiunto.

In questo primo volume del nostro ABC, hai imparato i termini base che ti aiuteranno ad approcciarti meglio alla SEO. Il prossimo episodio, nella speranza di non avere gli occhi in fiamme per l’influenza, sarà molto più tosto.

Foto di copertina Tormod Pictures